L’Arazzo Millefiori e altre meraviglie di Pistoia

Fiori nei giardini, nei vivai, nei boschi e nei prati…ma anche fiori dipinti, scolpiti, ricamati: amiamo anche questi ultimi, non  vero? Alcune delle migliori raffigurazioni a tema botanico le ho trovate a Pistoia, che oltre a essere il centro del più importante polo floroviviastico d’Italia, è anche una magnifica cittadina antica. A metà strada da Firenze e Lucca, è spesso ignorata dagli itinerari turistici classici, ed è un vero peccato, perché è una delizia da percorrere a piedi, per ammirare il duomo (Cattedrale di San Zeno), con la facciata decorata da Andrea della Robbia (leggete sotto), il campanile e il battistero, in stile gotico fiorentino; i sotterranei dell’Ospedale del Ceppo, parte della visita guidata “Pistoia Sotteranea” (tel. 0573 368023); piazza della Scala, dove si svolge il mercato cittadino e si trovano numerode botteghe storiche, enoteche, bar e ristoranti; il Museo Marino Marini nel Palazzo del Tau in corso Fedi, che custodisce molte opere d’arte contemporanea del celebre artista pistoiese degli anni Quaranta; il Museo del Palazzo dei Vescovi, che ospita lo spettacolare Arazzo MIllefiori, e il Museo del Ricamo, presso Palazzo Rospigliosi. Ecco le tre meraviglie da non perdere assolutamente:

L’Arazzo Millefiori, o dell’Adorazione, è un prodotto dell’arazzeria fiamminga del 1500, realizztao nelle Fiandre. Appartenente alla Cattedrale di Pistoia, dopo essere stato a lungo conservato nel Duomo, dal 2016 si trova nel Museo del Palazzo dei Vescovi. Quando l’ho visito, sono rimasta stupefatta dalla sua bellezza. Enorme, raffigura sullo sfondo nero una ricchissima scena naturale, formata da  innumerevoli animali, piante, foglie, narcisi, frutti e fiori (da cui il nome), tutti perfettamente riconoscibili: lepri, daini, lupi, cerbiatti, uccelli, perfino un unicorno; fra i fiori, rose canine, digitali, pratoline, iris, violette, primule, garofoni, campanule, gigl, papaveri, corydalis, mughetti, bucaneve, trifogli, tulipani..Facciamo un gioco: provate a identificarli nelle foto!

 

Il Museo del Ricamo, al piano terra delo splendido Palazzo Rospigliosi, nel centro storico di Pistoia, custodisce una collezione di preziosi ricami, realizzati fra il 1600 e il 1900, e gli strumenti  di lavorazione della tradizionale arte del ricamo pistoiese. Nata a partire dal 1600 e tramandata nel corso dei secoli dalle monache dei monasteri di clausura, dai collegi femminili e in seguito da vere e proprie scuole-laboratorio di ricamo, ha dato vita a meravigliosi tessuti ricamati, destinati prevalentemente ai corredi per la casa e alla biancheria personale delle famiglie più ricche, per gli arredi e gli abiti d’uso ecclesiastico. Prevalgono i temi floreali, realizzati con tecniche diverse a seconda dell’epoca: osservate la delizia della coperta dorata, piena di fiori, frutti, ma anche insetti e topolini!

Facciata della Cattedrale di San Zeno: costruita nel X secolo, anche se ha subito vari danni e conseguenti rifacimenti, sulla stupenda piazza del Duomo. La facciata è di stile romanico, ma è stata rimaneggiata fra il 1379 e 1449, con l’aggiunta del portico e dei tre ordini di logge. Nel 1505 Andrea della Robbia, della celebre famiglia di scultori toscani esperti nel lavorare la terracotta invetriata, realizzò l’archivolto del portale centrale, con la relativa lunetta dedicata alla Madonna col Bambino e Angeli. Osservate la meraviglia del fregio di foglie, fiori e frutti: si riconoscono limoni, melecotogne, pigne di Pinus maritima e, che ne dite?, ipomee bianche e blu. Dolcissimi i visi di Maria e del piccolo Gesù.

A proposito dei Santi…Sulla parte superiore della facciata della cattedrale vi sono due statue, rappresentanti San Zeno, a sinistra, e San Jacopo, a destra, santo patrono della città. Come ho trovato sul web, il 21 luglio di ogni anno, quattro giorni prima della festa patronale, avviene la Vestizione di San Jacopo: la statua viene cioè rivestita con un pesante mantello rosso, simbolo dei pellegrini (san Giacomo Maggiore, per i pistoiesi san Jacopo, ne è infatti il protettore), che vuole ricordare una pessima abitudine del santo, che fu tale solo dopo una vita di ruberie e sotterfugi. Commerciante di bestiame, il santo era solito truffare i contadini da cui comprava gli animali dicendo loro che li avrebbe pagati “a tanto caldo”, cioè all’arrivo della calura estiva; arrivata l’estate, quando i creditori gli si facevano incontro per farsi pagare, Jacopo si gettava un pesante mantello rosso sulle spalle, dicendo che il caldo non lo sentiva e che quindi non era ancora il momento di pagare.

Sappiate inoltre che nel mese di luglio si svolge a Pistoia il festival del blues, nato nel 1980 (guardate su http://www.http://pistoiablues.com, e ovviamente, di visitare alcuni dei più importanti vivai della vallata. C’è già sul blog un itinerario a riguardo: Andar per vivai: Pistoia (Toscana/3) che vi porterà alla scoperta di Piante Mati e i suoi giardini dimostrativi (oltre hce di un ottimo ristorante), Vivai Breschi e le sue incredibili forme topiarie, Donna di Piante, con le collezioni di bluddeie, ibischi, lagerstroemie e tanto altro, Ladre di Piante, con ortensie e gardenie spettacolari, Oscar Tintori e i suoi agrumi storici, Rose Barni e le sue rose irresistibili, e del Vivaio delle Clematidi, specializzato com’è facile immaginare, in Clematis. Nell’itinerario troverete anche suggerimenti sui giardini da non perdere in zona. Buon viaggio!

4 Commenti

  • LPM
    29 Novembre 2019 20:46

    Interessantissimo e appassionante . Ottima segnalazione 🙏🏽

    • Margherita Lombardi
      3 Dicembre 2019 17:03

      Grazie!!! margherita

  • Lpm
    29 Novembre 2019 20:58

    Cose bellissime grazie della,segnalazione

    • Margherita Lombardi
      3 Dicembre 2019 17:03

      Grazie di cuore! margherita

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