Sono pazzi questi botanici!

I botanici, perlomeno i botanici tassonomici, sono anime in pena: il loro impegno nel classificare e riclassificare le piante non ha requie da sempre, ma negli ultimi tempi, a seguito dei progressi nell’analisi del DNA (a proposito: la sua doppia elica venne ”scoperta” nel 1953, da Rosalind Franklin, James Watson e Francis Crick), si stanno dando un gran daffare, cambiando la nomenclatura di moltissime specie e perfino generi, con grande sgomento di tutti noi, che stiamo finalmente imparando a chiamare le piante con il loro nome scientifico. Lavorando per Gardenia e per mia naturale predisposizione, mi adeguo ai cambiamenti non appena me ne rendo conto, cosa di fatto indispensabile, perché se non si utilizzano gli stessi nomi, finisce che non si capisce più di cosa si sta parlando: non a caso, è stato universalmente riconosciuto e adottato il latino, come lingua universale per indicare i nome di piante, animali, funghi, batteri.

Purtroppo la maggior parte dei vivaisti, in altre faccende affacendata, non riporta tali cambiamenti tassonomici nei loro cataloghi e cartellinature, ma mi auguro che prima o poi si adeguino anche loro. Tuttavia, accidenti! Oltre che anime in pena, i botanici tassonomici sono creature davvero crudeli: spesso i nuovi nomi attribuiti ai vari taxa sono diabolicamente complicati (in particolare, come  vedrete sotto, quelli di molti ex-aster)

Per rimanere aggiornati, il riferimento più certo è il Plant Finder, testo pubblicato ogni anno dalla Royal Horticultural Society allo scopo di indicare i vivai inglesi nei quali trovare le piante elencate, la cui nomenclatura viene costantemente aggiornato. Va precisato, tuttavia, in alcuni casi è in disaccordo con altre associazioni scientifiche (per esempio le società internazionali di rose e camelie) e comuqnue non è una guida globale, poiché non vi sono riportate tutte le piante del mondo, bensì solo quelle coltivate in Inghilterra. Sappiate che i cambiamenti sono, dal punto di vista della pubblicazione, repentini: tempo fa mi accingevo finalmente a scrivere un articolo per Gardenia rimandato dall’anno prima sulle michelie, alberi dalla fioritura profumatissima, ed ecco che tutte le specie che avevo elencato precedentemente nel frattempo erano diventate tutte magnolie, ma solo il sito del meraviglioso giardino-vivaio di Otto Einsenhut, in Svizzera (a proposito: l’anno prossimo non perdetelo), lo riportatava, già a parte l’ultima edizione del Plant Finder, ma io avevo qualla precedente. Pensate che figuraccia avrei fatto!

Già che ci siamo, vi suggerisco, ancor più in questo periodo di clausura forzata, di leggere e studiare un testo imprescindibile: Latino per giardinieri, oltre 3.000 nomi di piante spiegati e raccontati, di Lorraine Harrison, pubblicato in Italia da Guido Tommasi Editore, con la traduzione di Filippo Pizzoni, architetto paesaggista, storico del giardino, botanico e giardiniere appassionato. Vedrete quante informazioni interessanti vi scoprirete!

Potete acquistare entrambi i libri on-line presso la Libreria della Natura, di Milano.

Nel frattempo, ecco qualche esempio dei nuovi nomi botanici, altri ne aggiungerò man mano che li incontro:

Abelia floribunda: oggi Vesalea floribunda.

Abelia triflora: oggi Zabelia triflora.

Genere Agropyron: oggi Elymus (gramiancee ornamentali).

Agrostemma coronaria: oggi Lychnis coronaria.

Agrostis calamagrostis: oggi Stipa calagrostis.

Ampelopsis henryana: oggi Parthenocissus henryana.

Ampelopsis tricuspidata: oggi Parthenocissus tricuspidata.

Genere Arundinaria (bambù): oggi suddiviso e ricollocato in 12 generi diversi.

Aster amelloides: oggi Felica amelloides (già da un po’ di anni, è la margherita azzura per climi miti).

Aster novi-belgii e molti altri: oggi (aargh) Symphyotrichum novi-belgii e Symphyotrichum spp.

Azalea spp.: da molti anni sono tutte annoverate nel genere Rhododendron, anche se commercialmente continuano ad essere chiamate azalee, per evidenzaire subito le loro caratteristiche di dimensioni, foglie e fioritura. Del resto sono ormai gruppi vastissimi di ibridi e cultivar, frutto di una selezione ancora ottocentesca.

Farfugium tussilagineum: oggi Farfugium japonicum.

Fejoia sellowiana: oggi Acca sellowiana

Genere Michelia: oggi tutto spostato in Magnolia.

Olea fragrans: da tempo Osmanthus fragrans.

Rosa chinensis ‘Mutabilis’, ‘Sanguinea’ e le chinensis in genere: da qualche anno  Rosa x odorata.

Rosmarinus officinalis: oggi Salvia rosmarinus (questa è la più recente e la forse la peggiore di tutte!)

Rosmarinus officinalis ‘Prostratus’: oggi Salvia rosmarinus ‘Prostratus’ in realtà non indicata una cultivar, bensì un gruppo di cultivar a portamento ricadente, quindi andrebbe scritto Prostratus Group senza le virgolette, seguito eventualmente dal nome preciso della varietà.

Sophora japonica: oggi (tenetevi forte) Styphnolobium japonicum.!

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