Il Giardino dei Semplici di Firenze

Della serie “gli orti botanici meritano in qualsiasi periodo dell’anno, perché c’é sempre da imparare”: ecco a voi un breve reportage della mia visita al Giardino dei Semplici, o Orto Botanico di Firenze ai primi di marzo. Nato come giardino di piante medicinali (i Semplic, appunto,) nel 1545, è fra i tre orti più antichi al mondo, insieme a quello di Pisa e Padova.
In pieno centro, si sviluppa su un’area di 2,3 ettari, con un complesso di aiuole tematiche, di percorsi espositivi, di grandi e piccole serre, con oltre 9mila piante presenti e 90 alberi monumentali, serre gradni e piccole che ospitano specie tropicali e subtropicali, una collezione di agrumi, di rose antiche e moderne, splendidi esemplari di azalee ora sicuramente in fiore, piante acquatiche con ninfee e fiori di loto (Nelumbo nucifera), una collezione di succulente, una roccaglia che ricostruisce l’ambiente delle Alpi Apuane, e una divertente collezione di ipomee coltivte in vaso e fatte arrampicare su una galleria di bambù (un’idea da copiare!).

La stagione ancora spoglia mi ha permesso di ammirare la veste invernale di alcuni grandi esemplari arborei, fra cui una splendida Zelkova crenata, un enorme Tilia platyphyllos e un platano meraviglioso, dalla corteccia quadi candida: la targhetta riportava il nome di Platanus hispanica, che mi ha fatto fare un passo indietro, mai sentito prima. Poi, consultando l’ottimo sito Acta Plantarum, ho scoperto che in realtà si tratterebbe del solito platano ibrido, oggi denominato Platanus x acerifolia, fra P. occidentalis, di orgini nordamericane e importato in Europa nel 1636 anche se alungo ignorato come pianta ornamentale, e P. orientalis, originario del Mediterraneo orientale e dell’Asia occidentale, fino all’Afghanistan, e spontaneo da tempo immemorabile in Sicilia e nell’Italia Merdionale, anche se oggi in riduzione. Tuttavia quella corteccia tanto chiara mi dà da pensare…Qualcuno ne sa qualche cosa in più?

Mi è dispiaciuto solo vedere le siepi di bosso che caratterizzano parte del giaridno, delimitando le aiuole centrali, piuttosto malconce a causa della piralide, ma in compenso sono rimasta incantata, oltre che da una incantevole mimosa (Acacia dealbata), in piena fioritura, dalla gentilezza e disponibilità dei giardinieri che mi hanno lasciata entrare, nonostante non fosse aperto al pubblico durante la settimana: in inverno infatti il Giardino dei Semplici apre alle visite solo durante i fine settimana. Con me sono entrate in coda anche due curiose ragazze straniere, armate di macchina fotografica, strafelici di questa opportunità. ecco, questa è l’Italia che mi piace: gentile, disponibile, pronta a fare uno strappo allaregola quando è in effetti il caso.

 

 

 

 

 

 

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