Stewartia malacodendron, bellezza rara

Camelia di seta, Stewartia di seta, Virginia stewartia: così è soprannominata Stewartia malacondendron, “una bellezza rara“, come afferma giustamente Mattia Godio, che assieme a Marco Grosso la coltiva nel loro suggestivo giardino Jay Blue House Garden, a Fontagneto D’Agogna (NO), per me fonte infinita di scoperte botaniche. 

Stewartia malacodendron, appartenente alla famiglia delle Theaceae è in effetti uno spettacolare grande arbusto piccolo albero da fiore, è nativo degli Stati Uniti sud-orientali (Texas, Arkansas, Georgia, Florida, Louisiana, Alabama e Virginia), dove cresce nelle boscaglie, ma è oggi considerato a rischio estinzione.

Coltivato nei giardini negli Stati Uniti dal 1752, lo si ritrova, seppur raramente, nei giardini delle zone temperate, fra cui Wisley , lo psettacolare giardino creato e curato dalla Royal Horticultural Society, che gli ha attribuito un Award of Garden Merit, e negli Hillier Gardens, il magnifico giardino creato dai celebri vivai Hillier, dove ne cresce un esemplare di 6 metri, il più alto fra quelli ad oggi coltivati in Europa.

Stewartia malacodendron infatti cresce lentamente, raggiungendo in genere solo i 3-4,50 metri di altezza, ma in alcuni casi i 6-9 metri.

Il nome specifico malacodendron significa “albero morbido”, per la pubescenza che caratterizza i giovani rami, mentre il soprannome di silky camellia, camelia di seta, allude sia alla consistenza dei fiori, sia alla loro forma, che ricorda le camelie, alle quali del resto il genere Stewartia è molto affine.

Stewartia malacodendron è davvero una pianta fascinosa: i rami tendono a crescere orizzontalmente rispetto al tronco, la corteccia è di un caldo marrone, le foglie, alternate, semplici, da ovate a ellittiche, appuntite, verde scuro, hanno i bordi finemente dentati e sono ricoperte da una fine peluria sulla pagina inferiore, e in autunno assumono colorazioni fammeggianti. Nel nostro fiorisce da luglio a settembre: i boccioli sono racchiusi da due brattee ricoperte da peluria argentata, che permangono dopo la fioritura. Sono i fiori, però, a costituirne la principale bellezza: solitari, a forma di coppa, larghi 6-9 centimetri, hanno cinque sepali verdi e cinque petali bianchi e, al centro, un ciuffo di lunghi stami rosso porpora. Nelle piante adulte sono seguiti da capsule brune, con 4-5 logge, contenenti 2-4 semi ciascuna, rosso porpora o marrone rossastri.

Per quanto riguarda la coltivazione, preferisce i terreni ben drenati e l’ombra parziale.

Tanto bella e preziosa, Stewartia malacodendron qualche difetto ce l’ha: è, appunto, lenta a crescere, poco amante dei trapianti e dificile da moltiplicare. Ma, vista la sua preziosita, possiamo anche perdonarglieli, non crede? Grazie ancora a Mattia e a Marco per essere, per tutti noi, una simile fonte di piante speciali.

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