Piccole felicità d’inverno

È un po’ che non vi dò notizie del mio ballatoio…In effetti, fra fine autunno e febbraio mi sono dedicata a una gran pulizia di piante esaurite, rami e tralci secchi, per cui ora è tutto in ordine e un po’ spoglio. Purtroppo ho perso la mia meravigliosa Parthenocissus quinquefolia, nata anni da un seme portato da un merlo, stupenda in ogni stagione: sono venuti a fare dei lavori sul ballatoio e, per spostare il vascone, me l’hanno strappata! Per certi versi meglio così, ora ho più spazio e invece che riempirlo con altre piante, quasi quasi ci metto un tavolino e due seggioline pieghevoli, così da poter immaginare di avere un vero terrazzo. Anche la bella aspidistria variegata, regalo di Camilla Zanarotti, e la piccola carice anch’essa bordata di bianco, hanno fatto una brutta fine, entrambe a causa del cucciolone, che strappa e strappa le foglie, alla fine le ha proprio distrutte. Beh, almeno ho tanti vasi vuoti, in attesa delle mostre di primavera.

Nel frattempo, tuttavia, il mio povero ballatoio piuttosto spoglio non ha mancato di farmi qualche regalo, qualcuno atteso, qualcun altro invece te tutto a sorpresa. Inoltre ho una bella ciotola nuova di muscari bianchi (Muscari botryoides ‘Album’), ricevuta in dono da Agricola Home&Garden, che è una vera delizia.

I tagete: straordinari, non hanno mai spesso di fiorire nemmeno sotto la neve; si sono giusto bloccati un po’ nei giorni più freddi ma, dopo l’ultimo colpo di freddo di ieri l’altro si sono arresi e ora sono tutti secch.i

Il rosmarino: a gennaio ha deciso di fiorire e va avanti come se non vi fosse un domani.

Le Jaborosa integrifolia, regalo di Marisa Aresi: è stata capace di produrre un fiore al mese, fino a gennaio, non me lo aspettavo mica.

La lavanda (Lavandula x chrystiana) è proprio vero, fiorisce SEMPRE! L’ho presa un paio di anni fa da Angelo Paolo Ratto: ibrido tra Lavandula canariensis e L. pinnata, scoperto in un giardino in Marocco, in piena terra raggiunge 1 metro di altezza e larghezza, con foglie verde grigio e tante spighe spighe di un bel blu violetto, che nei climi miti sbocciano in continuazione. Inoltre è una di quelle lavande che crescono bene anche in vaso a lungo.

I cavoli, piantati per gioco: ma allora sono piante perenni? I mei sono lì, in piccole cassette, da un anno e mezzo: hanno prodotto le loro belle testoline rotonde, qualcuna l’ho pure utilizzata in cucina.

Le violette (Viola odorata): grate del fatto che, a ottobre, le ho spostate dalla vecchia vasca ai piedi del Parthenocissus, dove forse erano troppo in ombra, a un vaso tutto loro che riceve molta più luce, ma del mattino, e poi ben concimate, stanno esplodendo in questi giorni: aprono una corolla dopo l’altra, fra le foglie cuoriformi.

Le ortensie, la clematide, il caprifoglio, il nuovo Amelanchier rotundifolia ‘Helvetia’, regalo di Cinzia Fessia, e le altre piante rustiche stanno invece iniziando a gonfiare le loro gemme.

Invece, visto le bizze del tempo, nel dubbio, sto continuando a tirare dentro e fuori le piante un po’ più a rischio, come il pelargonio odoroso, le due gardenie (Gardenia grandiflora e G. repens) e i due vasi contenenti i bulboni di Urginea maritima, che, duole dirlo, l’estate scorso hanno scioperato e si sono limitati a produrre un sacco di foglie, ancora verdi. Perciò li bagno e li riparo.

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