Andar per vivai: da Lecce a Lamezia Terme, lungo il Golfo di Taranto (Puglia, Basilicata, Calabria)

Puglia, Basilicata e Calabria: tre regioni dal paesaggio meraviglioso, di antica cultura, grandi tradizioni, artigianato e cucina. La Puglia, con i suoi oliveti secolari, le coste incantevoli, le grandi masserie, il barocco squisito. La Basilicata, di recente scoperta dal turismo italiano e internazionale per le spiagge ioniche e la suggestione di Matera, ma tutta da esplorare all’interno, ricco di boschi, alberi secolari, riserve naturalistiche, torrenti, itinerari in luoghi poco conosciuti. Lo stesso vale per la Calabria, punta dello Stivale: famosa per le splendide acque e borghi annidati lungo la costa ionica e tirrenica, ha tanto da regalare nell’entroterra, fra montagne, oasi, parchi, passeggiate, terme naturali. Per storia e tradizione, le tre regioni sono invece povere di giardini e di conseguenza vivai, anche se le cose stanno pian piano cambiando. Vi proproniamo quindi un itinerario fra i vivai più speciali di queste zone, partendo dai dintorni di Lecce (città meravigliosa da visitare assolutamente) e arrivando, lungo il Golfo di Taranto, fino a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. Incontrerete piante mediterranee, succulente, fichi, mandolri e tanti altri alberi da frutta locali e non, ma anche bambù, piante forestali, piante per la fitodepurazione e il risanamento del suolo.

 

I vivai

Nella mappa sono indicati i vivai dell’itinerario proposto. Per ogni vivaio, inseriamo le distanze dagli altri, in modo da facilitarvi la scelta di quali visitare e in quale ordine.

 

Scarascia Cactus

Scarascia Cactus, a Tricase (LE): nato dalla curiosità, diventata poi passione, per il mondo delle cactacee e delle succulente, si trova tra i grandi olivi del Basso Salento. Tutte le piante sono coltivate da seme, in piena terra, o, nel caso degli esemplari adulti,tra cui 200 di varietà  crestate e mostruose, da innesto. Distanze da altri vivai: km 40 da Punto Verde Salento     – km 165 da Az. Agr. Santo Stefano – km 236 da Giardino della Moscatella – km 321 da Verde Bambù – km 425 da Vivai Squadrito.

 

Fichi di Vivaio Punto Verde Salento

Vivaio Punto Verde Salento, a Melendugno (LE): specializzato in tappeti erbosi adatte al clima mediterraneo, piante ornamentali esotiche e di area meridionale, e, recentemente, in collezioni di frutti antichi, fra cui fichi, melograni, albicocchi, mandorli, susini, e di ornamentali antiche, raccolte nel territorio il contando il patrocinio dell’Orto Botanico dell’Università del Salento. Obiettivo del vivaio è costituire un orto botanico “diffuso”, per tutelare i complessi  patrimoni genetici vegetali del luogo. Distanze da altri vivai: : km 133 da Az. Agr. Santo Stefano – km 40 da Scarascia Cactus – km 206 da Giardino della Moscatella – km 288 da Verde Bambù – km 393 da Vivai Squadrito.

 

Echinocactus grusonii di Az. agr. Santo Stefano

Az. Agr. Santo Stefano, a Monopoli (BA): da oltre quindici anni produce  piante grasse, in particolare appartenenti ai generi Aizoaceae, Crassulaceae e Liliaceae. Distanze da altri vivai: km 90 da Giardino della Moscatella – km 165 da Scarascia Cactus – km 133 da Punto Verde Salento – km 158 da Verde Bambù – km 309 da Vivai Squadrito.

 

 

Giardino della Moscatella

Giardino della Moscatella, ad Altamura (BA): vivaio-giardino di Filippo Maroccoli, specializzato nella riproduzione e coltivazione di piante erbacee perenni e graminacee adatte ad ambienti secchi, oltre che erbacee perenni spontanee, rare ed in via d’estinzione. Tutte le piante sono adatte a vivere fra -10°C e i 40°C. Distanze da altri vivai: km 74 da Verde Bambù – km 236 da Scarascia Cactus – km da 206 Punto Verde Salento – km 90 da Az. Agr. Santo Stefano – km 296 da Vivai Squadrito.

 

Verde Bambù

Verde Bambù, a Lavello (PZ): aperto vent’anni fa da Michele Caretta è specializzato, come è facile immaginare, nella coltivazione di bambù, che propone in una vasta scelta di specie, piccole, medie, giganti, tropicali e subtropicali. Il vivaio offre inoltre tutto quanto occorre per la creazione di giardini rocciosi, oltre ad arredi per esterni, fiori e piante stagionali. Distanze da altri vivai: km 349 da Vivai Squadrito – km 321 da Scarascia Cactus – km da 288 Punto Verde Salento – km 158 da Az. Agr. Santo Stefano – km 74 da Giardino della Moscatella.

 

Vivai Squadrito

Vivai Squadrito, a Lamezia Terme (CZ): attivi da quattro generazioni e  dal 1957 presenti in Calabria, producono piante forestali, conifere, arbusti da fiore, ornamentali, rampicanti, fruttiferi, ulivi, agrumi e rosai, anche specie adatte alla fitodepurazione come Phragmites australis, Carex, Juncus, Typha ed Iris, al fitorisanamento del suolo, quali Paulownia tomentosa eSalix alba. Distanze da altri vivai: km 425 da Scarascia Cactus – km 393 da Punto Verde Salento – km 309 da Az. Agr. Santo Stefano – km 296 da Giardino della Moscatella – km 349 da Verde Bambù.

 

Giardini, orti botanici, riserve e altro da visitare lungo il tragitto

Ve ne segnaliamo alcuni, ricordandovi inoltre che tutte e tre le regioni sono molto ricche di riserve naturalistiche, oasi WWF e, Basilicata e Calabria in particolare, boschi e alberi monumentali. Cercateli sul www.italianbotanicalheritage.com o direttamente su www.luoghi.italianbotanicaltrips.com, selezionando la regione di vostro interesse.

 

In Puglia

Conservatorio Botanico della Valle d’Itria, Giardini di Pomona, a Cisternino: creato da Paolo Belloni, fondatore dell’associazione “Pomona”, tutela le antiche varietà di frutta locali e italiane. In totale, vi crescono oltre 1.000 varietà, perlopiù antiche: 560 fichi italiani e pugliesi, ma anche afgani, bosniaci, francesi, portoghesi, albanesi, israeliani; mandorli (Prunus dulcis), susini, melograni, cotogni, uve da tavola, ciliegie dolci e acide, susine, albicocche, albicocchi, limoni, cotogni, gelsi, giuggiole, sorbe, cornioli, cachi, kiwi, noci, pistacchi e noccioli. Il conservatorio produce inoltre olio biologico dell’“oliva rossa”, tipica della Valle d’Itria, e il grano “Senatore Cappelli”, così chiamato in onore del senatore abruzzese Raffaele Cappelli, promotore nei primi del ‘900 della riforma agraria che ha portato alla distinzione tra grani duri e teneri.

 

Giardino botanico la Cutura, a Giugginello (LE): realizzato in un’antica tenuta di campagna, comprende viali di rose e aromatiche, il Giardino dei Semplici, recintato, il Giardino all’Italiana, un laghetto con papiri, ninfee, iris e bambù, un giardino rocciosoin cui crescono circa 80 varietà di agave, 50 di Opuntia e numerose altre cactacee, un agrumeto, un bosco di lecci , un bosco mediterraneo, dove in estate si tengono concerti e manifestazioni. Alla fine del percorso, si raggiunge una grande serra, che ospita circa 2000 varietà di piante grasse e succulente, forse la piùgrande collezione italiana privata.

 

Orto Botanico dell’Università di Bari: istituito nel 1955, ricopre oggi un ettaro di superficie, dedicati alla ricerca scientifica e didattica. Conserva l’Herbarium Horti Botanici Barensis, che attualmente consta di circa 37.000 piante essiccata, dei quali una notevole parte ha provenienza dal territorio pugliese, e una Xylotomotheca, tra le più rappresentative della flora italiana e esotica coltivata in Italia.

 

Orto Botanico dell’Università di Lecce: pensato all’inizio degli anni ’90 da Sergio Sabato, docente di botanica a Napoli, custodisce una raccolta di circa 20.000 piante essiccate della flora italiana e salentina in particolare. Sui due ettari di estensione, crescono piccoli gruppi di eucalipti (Eucalyptus globulus) e di pino d’Aleppo (Pinus halepensis), specie autoctone ed ornamentali, specie legnose tipiche dell’area salentina, un frutteto, piante acquatiche, succulente coltivate in piena terra, una piccola collezione di piante officinali e ornamentali mediterranee, specie spontanee tipiche, rare o minacciate degli ambienti naturali del Salento, di specie erbacee di interesse agrario.

 

In Basilicata

Frutteto Giardino del Bosco delle Rose, a Lavello (PT): 20 anni fa i proprietari di un’azienda agricola di famiglia l’hanno trasformata in azienda biologica. Oggi producono grano, farro, girasole, soia per l’alimentazione umana, olio d’oliva e olio di noci ottenuti da due oliveti e un noceto, e, da un paio d’anni, pomodori, seminati direttamente in pieno campo. Da circa dieci anni la proprietaria ha avviato la ricerca dei frutti antichi locali, recuperando vecchie varietà di susine, albicocche e amarene, dando vita a un frutteto in cui crescono molte rose antiche e storiche, circondato da siepi miste e fasce boscate, per ospitare insetti e piccoli animali e arricchire così la biodiversità di flora e fauna. Il Frutteto Giardino è aperto alle visite e alle passeggiate guidate anche per scolaresche. Con la frutta prodotta vengono inoltre preparate squisite confetture e marmellate bio, e con pomodori la passata bio.

 

ll Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane : suddiviso nel territorio dei comuni di Accettura, Calciano, Oliveto Lucano, Castelmezzano e Pietrapertosa, protegge un’ampia area al centro della Basilicata, ricca di torrenti e sorgenti, e biodiversità. Tra gli ambienti più rappresentativi, vi sono la Foresta di Gallipoli Cognato, formata da diverse variegate arboree e arbustive tra le quali i cerri (Quercus cerris), che nelle zone più elevate raggiungono dimensioni enormi; le Piccole Dolomiti Lucane, dai bizzarri profili scolpiti; il bosco di Montepiano, formato da  esemplari secolari di cerro, aceri, carpini bianchi e agrifogli. Nel parco crescono poi molti meli selvatici, aceri fico (Acer obtusatum), e nelle radure, lo zafferanastro dai fiori autunnali giallo intenso (Sternbergia lutea) e Knautia lucana, specie endemica esclusiva della zona; lungo le falde dei monti, in primavera fioriscono innumerevoli orchidee, anemoni e ranuncoli.

 

In Calabria

Museo del Cedro, a Santa Maria del Cedro (CS): raccoglie tutto quanto c’é da sapere sulla cultura, l’arte, la storia, la coltivazione e l’utilizzo in cucina, e non solo, di questo agrume prezioso, che ancora oggi rappresenta una coltivazione d’eccellenza per la regione.

 

Museo del Peperoncino, a Maierà (CS): non perdetelo! Vi scoprirete innumerevoli oggetti ispirati al peperoncino, la sua storia e origine, evoluzione, ricette e utilizzo nel corso dei secoli.

 

Orto Botanico dell’Università della Calabria, nei pressi di Rende (CS): nato nel 1982 per volontà del professor Giuliano Cesca, docente di Botanica Sistematica dell’Università della Calabria, ospita oltre 400 specie vascolari spontanee della flora calabrese.

 

Terme di Cerchiara e Grotta delle Ninfe, a Contrada Balzo di Cristo (CS): immersa fra la vegetazione di ulivi e fichi d’india del Piano del Praino, a 20 minuti di automobile da Cerchiara Calabria, si trova la suggestiva Grotta delle Ninfe. Si tratta in realtà di un canyon che fende uno sperone di rocce calcare, aprendosi verso il cielo in alcuni tratti, e allargandosi poi in una piscina naturale, dove sgorga una sorgente di acque sulfuree calde (30 °C), che danno orgine a fanghi terapeutici, già noti agli antichi Sibariti. In alternativa, si può usufruire di un piccolo complesso termale a pagamento, realizzato nei pressi. In estate l’area risulta però molto assolata, affollata e con problemi di parcheggio.

 

Parco Musaba, a Reggio Calabria: fondato nel 1986 da Nik Spatari e Hiske Maas, il Museo Santa Barbara o MuSaBa, ospita numerose opere contemporanee di  artisti internazionali come Motoaki Ozumi, Alberto Coluccio, Hsiao Chin, Alfredo Pizzo Greco, Bruno Conte, Bruno Kempf, Mary Jane Moross, Barbara Quinn, Italo Sganga, Petra Rhijnsburger, Bruno Sutter, Pietro Gentili, Stevi Kerwin, Jin Jong Chen, Karl Heinz Steck, Shigeo Toya e Masafumi Maita.

 

Riserva Naturale I Giganti di Fallistro: all’interno della Sila, a circa 1400 metri di altitudine, si trova un luogo molto speciale, diventata Riserva Naturale e di proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano). Si tratta di un bosco di alberi monumentali, soprannominati i Giganti di Fallistro: sono in prevalenza pini larici (Pinus nigra laricio), tipici della Calabria, che raggiungono un’altezza di 45 metri e un diametro alla base di 2 metri! Sono stati piantati nel lontano 1600, dalla famiglia dei Baroni Mollo, proprietari del Casino adiacente al bosco.

 

Da assaggiare

 

Se potete, assaggiate e portate a casa alcuni prodotti tipici delle zone che attraverserete. In particolare, In Puglia, le albicocche di Galatone, l’ambrosia di arance e di limoni, le arance dolci del Golfo di Taranto, la carota giallo-viola di Tiggiano, il cece nero, l’olio Terra di Otranto Dop e l’olio Terra di Bari Dop. in Basilicata, il fagiolo bianco di Rotonda Dop, e la melanzana rossa di Rotonda, i fichi essiccati di Matera, l’oliva infornata di Ferrandina. In Calabria, la celebre liquerizia, in tutte le sue forme, il Moscatello di Saracena, limoni, cedri e bergamotti.

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