La Via dei Ciliegi

In aprile e inizio maggio in Giappone si celebra la fioritura dei ciliegi, un evento che viene seguito con trepidazione anche dal servizio metereologico nazionale, in quanto può variare con l’andamento climatico, per poi festeggiarlo nella ricorrenza chiamata Hanami, che consiste nel sedersi sotto gli alberi e pranzare in compagnia, osservando con commozione i fiori cadere, emblema della fugacità della vita. Effimeri e fragili, i fiori del cilegio (sakura), morendo nel pieno del loro splendore,  sono dunque anche il simbolo dei samurai, pronti a morire in battaglia in nome dei loro principi. Ma, fiorendo all’inizio della primavera, rappresentano anche la rinascita, la vita che vince la morte, la forza generatrice e la prosperità, motivo per il quale ai matrimoni si offrono infusi di fiori di ciliegio.

Mi sono ripromessa di andare in Giappone per l’occasione, che so essere incantata, ma nell’attesa ho scoperto che anche in Italia vi sono lughi dove la presenza dei ciliegi è tanto importante da suscitare lo stesso stupore. Eccone qualcuno, tenendo conto che in molte nostre zone e nelle città sono stanno già fiorendo. A proposito, sapete qual’è il modo migliore per ammirare un ciliegio in fiore, da frutto o ornamentale che sia? Dal basso, meglio se sdraiati per terra in un prato verde tenero. Provare per credere…

A Milano: ce ne sono molti, lungo i viali della città, per esempio in zona Pagano, nei parchi pubblici e nei piccoli giardini priavati. Perlopiù appartengono alle cultivar Prunus pissardi ‘Nigra’,  Prunus serrulata ‘Kanzan’, a fiore doppio rosa confetto (un po’ sfacciato, a parer mio) e Prunus x subhirtella ‘Autumnalis’, una vera delizia, in fiore da novembre fino ad aprile (e ogni anno fa scrivere a qualche giornalista di quotidiani che la primavera è in anticipo…). Tuttavia va sottolineato, come mi diceva il rimpianto Enrico Cappellini, che oggi, a causa dei cambiamenti climatici, meglio rinunciare ai ciliegi da fiore in pianura, e in particolar modo in città, perché il caldo eccessivo li fa soffrire e ammalare. E infatti molte piante di recente impianto sono in cattive condizioni di salute, per esempio quelle del Giardino del Tempo, nel Parco Portello: per forza, è infossato, inestate fa un caldo pazzesco e l’aria non circola!

Belli invece i ciliegi piantati nel  Parco Monte Stella, una collinetta artificiale formata dall’accumulo di macerie, provocate dai bombardamenti durane la Seconda Guerra Mondiale, e dalla demolizione degli ultimi tratti dei Bastioni, dopo il 1945. Il parco che l’ammanta è stato progettato dall’architetto Piero Bottoni, Elsa Stella, da cui il nome. I ciliegi fanno parte d“Giardino dei Giusti di tutto il mondo”, inaugurato nel 2003, nel quale ogni anno vengono intitolati dei ciliegi da fiore a personalità che hanno messo a repentaglio la propria vita per salvare vite umane da persecuzioni razziali.

Stanno bene anche i ciliegi a fiore doppio rosa (Prunus serrulata ‘Kanzan’), inseriti, già grandi, nella nuova piazzetta lungo via Moscova, davanti alla caserma dei Carabinieri, così come i govani ciliegi a fiore bianco che ornano, assieme a peri ornamentali (Pyrus calleryana ‘Chanticleer’), il nuovo piccolo giardino pubblico ai piedi delle due torri del Bosco Verticale, zona Porta Nuova.

Emilia-Romagna e Veneto: zone di frutteti, in questo periodo colline e pianure si trasformano in arazzi impressionisti di nuvole bianche e rosa, grazie ai ciliegi da frutto, ma anche ai peri, ai peschi, agli albicocchi e ai susini in fiore, immersi nel verde. In molti paesi, come Villanova sull’Arda (Piacenza) e Vignola (Modena), si organizza la Festa dei Ciliegi in Fiore. Particolarmente ricca di ciliegi da frutto, oltre che di viti e olivi, la valle intorno a Marano di Valpolicella, nel cuore della Valpolicella.

Vignola (Modena): da qui parte itinerario a piedi o in bici, di circa 10 chilometri, attraverso la Valle dei Ciliegi (da frutto): si parte dal centro storico di Vignola, dove la Rocca merita una visita, si arriva a Marano sul Panaro, dove si può visitare il Museo Civico di Ecologia e Storia naturale e il Castello di Marano. Al ritorno si percorre invece la Via dei Ciliegi, un tracciato indicato da segnaletica appposita, immersi fra nuvole bianche dei ciliegi in fiore.

A Villanova sull’Arda (Piacenza) potete scoprire il delizioso giardino dei ciliegi realizzato nel Parco di Isola Giarola, nella golena del fiume Po, per riqualificare una zona di estrazione abbandonata nel 1995. la si può visitare in aprile, durante la Festa dei ciliegi in fiore.

A Pedaso (Fermo), nelle Marche, si trova un grande giardino di ciliegi, con oltre 2500 piante, intorno alla struttura ricettiva la “Contea dei Ciliegi”.

Giardino Giapponese a Roma (ph. dal web)

A Roma:  nel quartiere dell’Eur, nel 1959 sono stati piantati mille  alberi di ciliegio, donati dal Primo Ministro giapponese Nobusuke Kishi durante una visita diplomatica, a formare un suggestivo percorso verso il laghetto.  Nella zona di Villa Giulia, l’Istituto Giapponese della Cultura nasconde un meraviglioso giardino, ricco di ciliegi, realizzato dall’architetto giapponese *Ken Nakajima (creatore anche dell’angolo nipponico nell’Orto Botanico della città).

Angolo giapponese nell’Orto botanio di Roma

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