L’irresistibile, meravigliosa Dahlia ‘Café au Lait’

Correva l’anno 1968, quando vennero presentati a mondo il nono disco dei Beatles e la romanticissima Dahlia ‘Cafè’ au Lait’; sì, proprio lei, da qualche tempo il tormentone di tanti amici giardinieri, immancabile fra le coltivazioni dei flower farmers anche italiani e fra le proposte d’autunno dei fiorai più attenti. Ancora oggi probabilmente la dalia dalla corolla  più grande di tutte, ha un colore dolcissimo e mutevole: un’irresistibile sinfonia di rosa pallido, avorio pesca, albicocca, crema, che va schiarendosi man mano che sboccia, la fa andare d’accordo con ogni altro fiore, fronda e bacca le si accostino e la rende perfetta nei bouquet da sposa.In fiore  da luglio a ottobre, raggiunge i 100-120 centimetri di altezza e i 60 di larghezza.

Creata dall’ibridatore olandese Fa. D. Bruidegom di Baarn, con l’allora innovativa tecnica di indurre mutazioni genetiche irradiando tuberi e semi, la bella ‘Café au Lait’ ha riscosso subito un grande successo, anche se in Italia sta facendo furore da poco.

Pensavo si potesse coltivare solo in piena terra, invece la cara amica di piante e fiori Nadia Volpi mi ha assicurato che viene bene anche in vaso, purché ampio e alto 40 centimetri. Lo scorso autunno Camilla Zanarotti, abile paesaggista e giardiniera, me ne ha regalato una radice proveniente dall’orto del suo Giardino della Torre e delle piante tenaci, a Zovencedo. Come da istruzioni, l’ho conservata al buio, all’asciutto e al fresco fino ad aprile, quindi l’ho piantata (le radici apparivano avvizzite, e ho temuto non germogliassero, ma Camilla mi ha assicurato che invece è normale) e innaffiata. La pianta è venuta su bene, sui 50-60 centimetri di altezza, robusta e fogliosa, ma quest’anno si è rifiutata di fiorire, ma, mi garantiscono le amiche giardiniere, in vaso al primo anno capita spesso così.

GRANDE NOVITà: cinque giorni dopo aver scritto questo aricolo, ecco che la mia dalia sta cominciando a sbocciare! Che soddisfazione!

A proposito del meraviglioso giardino di Camilla, a fine agosto ho avuto il piacere di andarci e così ho viste le sue ‘Café au Lait’ dal vero: erano tutte rosa, ma proprio di un rosa deciso, salvo le ultime sbocciate, che presentavano invece il loro caratteristico color panna dalle mille sfumature. Lo stesso accade del resto a molte rose: quelle di fine estate o autunnali sono più chiare delle precedenti, e poi probabilmente dipende anche dal tipo di terreno. Proverò a chiedere notizie agli altri amici che la coltivano.

Come piantarle? I consigli di Camilla Zanarotti. Da metà marzo e metà maggio, a seconda del clima (non vi deve essere più rischio di gelate tardive), piantate le ‘Café au Lait’ e le dalie in generale in un terreno ben drenato, dopo averlo generosamente concimato con sostanza organica, come stallatico maturo. Ponete le radici tuberose a una profondità tale che il colletto si venga a trovare un centimetro sotto il livello del terreno, e a circa 50 centimetri di distanza una dall’altra. Inserite nel terreno, intorno a ciascuna, 5-6  bacchette di bambù, alte 100-120 centimetri, in modo da creare una sorta di gabbia che sostenga la vegetazione man mano che si sviluppa Bagnatela bene. Alla fine del ciclo vegetativo, in autunno, tagliate la parte aerea che si sta seccando, a un paio di centimetri di terra. Nei climi non troppo freddi (sono rustiche fino a-10 °C), a voi la scelta se tirare su le radici o lasciarle in terra, pacciamandole però ben bene per proteggerle dalla pioggia, che le farebbe marcire: Camilla le ricopre con uno strato di foglie secche alto ben 50 centimetri. Camilla tuttavia l’anno scorso ha provato a lasciarle in terra: sono sopravvissute tutte, e sono fiorite, ma i fiori sono risultati più piccoli, quindi non ripeterà l’esperimento.

Per riporle, dopo aver tagliato la vegetazione, le le tira su, delicatamente, aiutandosi con un forcone. Poi lava le radici dalla terra sotto il rubinetto, le asciuga con un panno e le lascia all’aria a finire di asciugare per qualche giorno. Qualcuno, dice, le irrora con rame, per evitare infezioni fungine, ma lei no e non ha mai avuto problemi. Poi le ripone in cassette di legno, foderate con uno strato di giornali, in unico strato e ben distanziati, che pone in un locale buio e arieggiato, fino alla primavera successiva. Sappiate comunque che Camilla fa un’altra concimazione organica in autunno, come del resto è bene fare in qualsiasi orto.

 

 

2 Commenti

  • Emmanuelle
    10 Settembre 2019 22:22

    Bravo pour votre article et les photos Les bons conseils de Camilla et ici si il est au jardin c’est Nadia qui avec son café au lait en photo ma séduit .Cette année chez moi ils sont généreux je les avaient laissées en pot dans le garage et ils sont repartis de plus belles .
    Merci pour vos articles Margherita et beau moi de septembre pour vous .
    Emmanuelle

    • Margherita Lombardi
      23 Settembre 2019 17:45

      Merci! cara Emmanuelle, sei sempre così gentile con me! Bisou! Margherita

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