La Valle della Biodiversità e le piante alimentari

 

Per un gita fuori porta un po’ insolita vi suggerisco la Valle della Biodiversità, ad Astino, frazione di Bergamo, nei pressi dell’antico e meraviglioso ex Monastero, oggi centro culturale importante. La Valle della Biodiversità è una sezione dell’Orto Botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo (altro luogo da non perdere, assieme al centro storico della città, dove in questi giorni è allestito il Festival del Paesaggio, con meravilgiose realizzazioni di paesaggisti italiani e stranieri), situata ad Astino, accanto all’ex Monastero, oggi centro culturale, alle coltivazioni di lino del Linificio e Canapificio Nazionale: 9.000 metri quadrati dedicati alle piante alimentari. Vi vengono coltivate 300 specie e oltre 1500 varietà, dalle più comuni alle più particolari, che variano a seconda delle stagioni e delle programmazioni, dalle più rustiche alle tropicali in vaso, come pomodori, mais, patate,  viti, fagioli, quinoe, amaranti, frumenti, risi, insalate, bietole ecc.

All’ingresso dell’Orto Botanico è disponibile la mappa cartacea, in lingua italiana, inglese e tedesca. La visita può avvalersi di contenuti multimediali e attaverso l’app Smile Visit è possibile accedere a molte informazioni  sulla Valle della Biodiversità  e sui percorsi della Val d’Astino. Importante: l’accesso ai cani è consentito, ma solo al guinzaglio e nei percorsi principali.

Se poi tornerete nella bella stagione, potrete godere dello spettacolo della nuove coltivazioni di lino del Linificio e Canapificio Nazionale. Storica azienda leader nel settore dei filati di alta qualità, da quest’anno ha deciso di promuovere la consocenza di quella che, fino alla seconda guerra mondiale, è stata un’importante tradizione italiana. I campi, che si estendono per due ettari, vengono seminati in aprile e raggiungono il massimo della fioritura a metà giugno. In seguito vengono raccolti e la fibra viene filata in azienda. Vale davvero la pena di andarli a vedere (la visita è libera), perché lo spettacolo è incredibile. Poi potete concludere con un pranzo o una cena nel ritorante del vicino monastero.

 

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