Il prezioso Helleborus thibetanus e altri 15 ellebori speciali

Ecco una vera chicca per collezionisti: l’elleboro tibetano (Helleborus thibetanus)!. Originario della Cina Meridionale, è una vera rarità, di difficile riproduzione e coltivazione, nonché di visibilità limitata e anche piuttosto capriccioso. Ma è una piccola delizia: alto all’incirca 35 centimetri, ha foglie che ricordano quelle di H. orientalis, le quali però sono presenti anche in estate, mentre quelle del tibetano spariscono in giugno, in quanto la pianta in estate preferisce dormire. Ricomincia a vegetare all’inizio della primavera. Fiorisce in febbraio-marzo, con corolle campanulate, timidamente chiuse in sé stesse, che possono essere bianche, bianche sfumate di rosso o rosa intenso, a seconda degli anni.  Lo potete ammirare e forse acquistare (gli esemplari sono limitati) da Azienda agricola piante Mauro Zanelli  , in occasione delle Porte Aperte del vivaio, il 22 2 23 febbraio. Zanelli, vi ricordo, si trova a Montichieri, in provincia di Brescia.

Non è certamente l’unica bellezza botanica che troverete: Lidia e Mauro Zanelli sono infatti ormai celebri nel mondo del verde per la grande ricchezza di piante prodotte e le strepitose collezioni, compresa quella degli ellebori, in particolare botanici, ibridi intersezionali, e varietà di Helleborus orientalis. Tra questi ultimi, che conservano il fogliame in estate, più particolari, vi sono, a parere mio, ‘Slaty Blue with Pink Edge’, di un rosso così cupo da sembrare nero, con riflessi blu e bordi rosa; ‘Anja Oudolf’, dalla tenera corolla campanulata dedicata alla moglie del grande Piet Oudolf; ‘White Spotted’, dal fiore perfetto, semplice, con petali bianchi cosparsi di puntini rosa porpora, ‘White With Red Edge’, semplice e bianco, ma campanulato e deliziosamente bordato di rosso, e ‘Double Withe with Pink Edge’,  doppio, con petali sottili  orlati viola scuro. Mi piace moltissimo anche ‘Double Yellow Guttatus’, uno stradoppio di un giallo acido leggero ed elegante, con piccole pennellature bordò. E trovo stupenda tutta la serie dei ‘Coeur d’Anémone’, le cui corolle  presentano al centro un’intrigante collarina di petaloidi arricciati, come fossero giovani paggi alla corte della regina delle fate.

 

Gli ellebori orientali sono facili da coltivare, perlomeno in piena terra: amano la mezz’ombra, ma accettano a che il sole, purché in posizione ventilate ed eventualmente siano bagnati in estate. L’ideale, comuqnue, è piantarli ai piedi di alberi a foglia caduca. Richiedono terreni fertili, freschi, profondi, ben drenati. Temono il caldo, mentre sopporano bene il freddo (fino a -15/18°C).  Fioriscono in febbraio-aprile. Si disseminano da soli con grande facilità, anche ibridandosi fra loro, complici le api e gli altri impolliantori: ai loro piedi troverete facilmente tante nuove piantine, ma ci vorranno due anni per verderne i fiori e scoprire il risultato dei loro amori. Coltivare gli ellebori orientali è sempre una sorpresa!. Pensate, tra l’altro, che possono vivere anche più di cinquant’anni. Quindi: non perdete il Porte Aperte del vivaio Zanelli!

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