Le preziose Camelie Gialle di Massimiliano Giusti

Il vivaio di Massimiliano Giusti si trova nel comune di Montecarlo, in Toscana. Aperto nel 1970, dapprima come passatempo, è diventato ben presto molto più che una passione. Fra le tante piante coltivate (fra cui un vasto assortimento di specie delle flora australiana e sudafricana, magnolie e camelie), vi sono le cosiddette “camelie gialle”, dalla bellezza insolita: «Sono specie sempreverdi di origini asiatiche, che possono diventare grandi arbusti o piccoli alberi, appartenenti alla sezione Chrysantha all’interno del genere Camellia. La prima Camelia Gialla ad essere scoperta, in Cina negli anni Settanta, è C. nitidissima o C. chrysantha: ha il fiore medio piccolo, semplice, di colore giallo dorato, leggermente peduncolato e con stami numerosi, che sboccia da gennaio a marzo, e foglie grandi e lunghe, molto bollate. Da quel momento ne sono state descritte oltre 30 specie, distribuite fra il Vietnam e le province sud-occidentali della Cina, dai fiori semplici o semidoppi, nelle diverse tonalità del giallo», spiega Massimiliano Giusti (che ringrazio per le splendide fotografie).

Date le caratteristiche climatiche dei luoghi di origine (il loro ambiente tipico è la foresta tropicale fra i 900 e i 1500 metri di altitidine), le Camelie Gialle richiedono climi miti, con temperature ideali sempre sopra lo zero, anche se tollerano brevi periodi di freddo intenso e anche la neve. Amano inoltre gli inverni asciutti e le estati piovose, i terreni fertili, soffici, acidi, ma costantemente umidi.

Il vivaio Giusti al momento ne coltiva 28 specie. Eccone alcune, nelle foto di Massimilano Giusti: non sono magnifiche? Personalmente prediligo quelle dalle tonalità più chiaro, quasi color burro, ma sono tutte preziose e insolite.

 

Per chi vive nei climi troppo freddi per le camelie gialle botaniche oppure semplicemente preferisce fiori dai colori più chiari, ci sono gli Ibridi di camelie gialle: «Sono stati ottenuti alla fine degli anni ’90 da incroci fra Camellia japonica  e Camellia chrysantha, la camelia dorata», spiega Massimiliano, «Dalla C. japonica hanno acquisito una buona resistenza alle basse temperature, e pertanto sono acclimatabili anche nei nostri ambienti; da Camellia chrysantha i colori raffinati delle corolle, da bianco crema a giallo chiaro e perfino al bianco rosato, semplici, semidoppie e doppie». A seguire alcune foto: quale preferite? Io, le prime due!

 

A proposto di Camellia chrysantha (o C. nitidissima): la potete ammirare, per esempio, nel romantico giardino di Villa Anelli, a Oggebbio, sul Lago Maggiore, custode di una delle più importanti collezioni di camelie in Europa.

A proposto di Camellia chrysantha (o C. nitidissima): la potete ammirare nel romantico giardino di Villa Anelli, a Oggebbio, sul Lago Maggiore, custode di una delle più importanti collezioni di camelie in Europa. «Vi è stata messa a dimora negli anni Sessanta», spiega Andrea Corneo, attuale proprietario e  uno dei massimi esperti Italiani di Camelie nonché presidente della Società Italiana della Camelia, «A portamento eretto, fiorisce con parsimonia, ogni cinque anni: forma un piccolo fiore giallo svettante, semplice e carnoso, con foglie lucide e ricche di venature». A lei è intitolata l’azienda vivaistica specializzata nella produzione di camelie, con annesso un piccolo e delizioso B&B, aperta da Andrea e dalla moglie Orsola Poggi, La Camelia d’Oro: «La Camelia d’Oro è anche il nome di una locanda citata nel romanzo “Shogun”, una saga eroica ambientata in un Giappone millenario. La Camelia d’Oro fu il luogo dove il protagonista del libro, in un momento intenso della propria vita, spesa  nella difesa degli ideali della patria, si riposò con la propria amata. E questo vuole essere il nostro vivaio, un luogo in cui rifugiarsi, immersi in una natura rigogliosa e rara», conclude Andrea. Il Giardino di Villa Anelli, creato a partire dal 1897, in stile romantico inglese, venne piantato con molte camelie ottocentesche, secondo il gusto dell’epoca; passato negli anni Cinquanta alla signora Alessandra Anelli, venne arricchito da moltissime altre cultivar e specie da un intimo amico di lei, l’ingegnere Antonio Sevesi, che le importò da tutte le parti del mondo e in particolare dall’Inghilterra, Giappone, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti e Cina. Con l’aiuto di un gruppo di studiosi, tra fui il professor Caraffini, il dottor Coggiati, il cavalier Ardizzoia e da esperti coltivatori come Piero Hillebrand, Piffaretti, Zanoni e Mario Carmine, l’ingegnere Sevesi, fondatore della Società Italina della Camelia, reintrodusse in Italia la coltura della camelia, che stava diventando sempre più marginale. Oggi il giardino è letteralmente gremito di piante di camelia, tanto che nel 2010  è stato nominato Camellia Garden of Excellence dalla International Camellia Society.

2 Commenti

  • Pucci Corbetta
    23 Aprile 2020 15:43

    Grazie..sono a Stresa questa informazion ė preziosa..appena possibile vivisiþeil vivaio .buonagiornata.
    Pucci Corbetta

    • Margherita Lombardi
      23 Aprile 2020 17:06

      Bene! ne sono proprio contenta! buona giornata Margherita Lombardi

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