Mantonea bipinnatida, l’albero delle margherite

 

Quando l’abbiamo incontrato, all’interno dei meravigliosi Giardini dell’Alcazar, a Siviglia, non credevamo ai nostri occhi: un enorme cespuglio, fitto di margheritoni bianchi, mai visto prima. Abbiamo poi scoperto il suo nome: Mantonea bipinnatida, non a caso soprannominato “l’albero delle margherite”.
Appartenente alla famiglia delle Asteraceae , proviene dal Messico, come fiorisce in primavera, mentre alle nostre latitudini fra fine novembre e gennaio, cosa assai utile. A portamento eretto, molto vigoroso, ramificato e veloce a crescere, raggiunge i tre metri di altezza! Le foglie sono sempreverdi, grandi profondamente lobate. I capolini bianchi sono riuniti in pannocchie terminali. Questo arbusto così instale richiede climi caldi o miti, terreni profondi, molta acqua, esposizioni soleggiate e riparati dal vento, poiché i suoi fusti sono fragili. Altre info in bio

I fusti erbacei sono vuoti all’interno, per cui viene detta anche “pianta cerbottana”. aratteristica della specie che in autunno si esibisce in una piacevole fioritura di grandi margherite bianche svettanti, in fitte pannocchie, in cima a fusti alti anche tre metri. arbusto a portamento eretto e crescita molto vigorosa che ramifica sin dalla base formando un folto cespuglio sempreverde di belle e grandi foglie profondamente lobate, pelose sulla pagina inferiore, opposte. I fusti erbacei sono cavi internamente ed è perciò conosciuta anche con il nome di “pianta cerbottana”. In Messico fiorisce in primavera mentre sulle rive del Mediterraneo scambia le stagioni fiorendo tra la fine di novembre ed i primi giorni di dicembre. In cima ai rami si formano gruppi terminali di grandi margherite bianche riunite in pannocchie. I fiori sono molto decorativi con il capolino che porta fiori ligulati bianchi e fiori tubulari gialli. I frutti, come in tutte le asteracee sono acheni muniti di pappi per favorire la disseminazione anemofila.
Predilige terreni profondi e buona disponibilità idrica; i fusti erbacei sono piuttosto fragili e dunque si dovrebbe trovare per essa una zona del giardino riparata dal vento. Dopo la fioritura la pianta deve essere severamente potata per mantenere una forma compatta quando poi in primavera svilupperà la nuova vegetazione. La propagazione potrà avvenire per talea utilizzando parti delle ramificazioni così potate. L’ho vista e fotografata per la prima volta all’Orto Botanico di Catania ed è un arbusto così gradevole per la fioritura delicata ed abbondante, in un periodo dell’anno avaro di colori, che non capisco come la specie non sia diffusa nei giardini del sud.  Per il nord c’è la scusante che la specie non tollera le gelate ma nei nostri giardini è un arbusto che meriterebbe miglior fortuna.
Dove trovarla: Vivai Noaro

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