Echinops ritro, il cardo pallottola

A me piace da matti: Echinops ritro, soprannominato cardo pallottola per le sue infiorescenze rotonde, che da luglio a settembre si ergono sugli steli robusti come tante palline del colore della nostalgia. In controluce, baciate dalla luce del pomeriggio, le trovo spettacolari.

Erbacea perenne rizomatosa, rustica e facile, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, alta 50-100 centimetri, Echinops ritro è una presenza piuttosto comune nei giardini e negli orti di montagna, come pure nelle bordure di erbacee, alle quali regala la necessaria verticalità; ne esistono infatti alcune cultivar di grande bellezza, meno spinose e dalle ifiorescenze più grandi, come ‘Veitch’s Blue’, dai fiori blu-violetti, proposta da Pier Luigi Priola: in fiore in agosto-ottobre, alta appena 70-80 centimetri, sta d’incanto, secondo il bravo vivaista trevigiano, accanto a graminacee, Helenium, Heliopsis, rudbeckie. A parer mio, sta bene anche assieme alle rose, e nelle bordure mediterranee, assieme a santoline, elicrisi e altre piante a foglia grigia. Nei giardini-orti di montagna, assieme a pontetille, peonie, ribes e insalate.

In natura, Echinops ritro cresce nel Mediterraneo, in Europa meridionale e Ovest Asiatico, e, in Italia, un po’ ovunque, tranne che in Veneto, Trentino Alto Adige e Sardegna, dalla pianura fino a 1800 metri sul livello del mare, soprattutto nei luoghi aridi e sassosi, nei prati aridi, nelle praterie rase magre secche, negli incolti e negli ambienti ruderali, nei pascoli collinari e montani. Preferisce i terreni calcarei o calcarei-silicei, poveri e aridi. È una pianta protetta, quindi se la incontrate limitatevi a fotografarla.

Un po’ di botanica. Echinops ritro ha foglie decidue, grandi, alterne, di forma lobato-pennatifida, cioè suddivisa in più segmenti lobati, dai margini dentati, che terminano con una piccola spina. La pagina superiore è liscia e verde scuro, quella inferiore è biancastra-tomentosa. Le infiorescenze, dal caratteristico colore azzurro metallico, globose e terminali, sono formate da tanti piccoli capolini uniflori di forma particolare, che alcuni botanici preferiscono chiamare florula. I fiori sono soltanto tubulosi, con i petali saldati a formare un tubo nella parte inferiore, e aprti a stalla, con cinque lobi, in quella superiore, cosa che conferisce loro l’aspetto di stellina.

Un po’ di terminologia: a battezzare questa pianta fu Linneo, nel 1737. Il nome del genere (Echinops) deriva dall’unione di due parole greche: riccio e visione (op = omma, occhio), per dire che le sue infiorescenze appaiono come ricci. Il nome della specie (ritro) è inveceutilzzato  dai Greci. In inglese, Echinops ritro si dice Globe thistle, in francese Boullettes.

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