L’Erica carnicina

Erica carnea

Ditemi voi se non è una vera delizia: l’erica carnicina (Erica carnea, sin. Erica herbacea) è un piccolo suffrutice, alto da 10 a 40 centimetri,  in base all’altitudine alla quale cresce: ha fiori simili a campanellini rosa, lunghi 5 millimetri, inseriti tutti in fila sul fusticino, e foglie aghiformi, di appena 5-9 millimetri di lunghezza, appressate una sull’altra. Fiorisce in primavera-estate, già a partire da febbraio anche in prsenza di neve, nei boschetti radi, negli arbusteti, nei pascoli ricchi di humus e nutrimento, sulle catene montuose dell’Europa meridionale, dalla Penisola Iberica alle Alpi, ai Balcani, al Caucaso e all’Anatolia. In Italia è diffusa soprattutto fra i 1500 e i 2500 metri di altezza, ma la si trova anche in pianura, nei climi e terreni freschi. Specie protetta, va lasciata dove sta, tanto la si trova facilmente nei vivai.

Un po’ di terminologia. Il nome del genere, Erica, deriva dal greco Eréiko, frangere: per alcuni, poiché le di attribuiva la capacità di spezzare i calcoli renali, per altri , perchè i suoi rami sono molto fragili, e per altri ancora che per la capacità di rompere la roccia con le sue robuste radici. Il nome specififico, carnea , deriva invece dal colore rosa carnicino delle sue corolle.

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