Giardini da visitare anche in inverno/1

Se pensate che l’inverno non sia la stagione adatta per visitare un giardino, guardate gli Inglesi, che anche nella stagione più fredda e silente si recano a passeggiare in parchi, giardini, orti botanici e arboreti, alla scoperta delle sorprese che regalano anche in questo periodo. Certo, in Inghilterra i giardini, o perlomeno i più importanti, sono innanzitutto aperti alle visite tutto l’anno, e inoltre i giardinieri e paesaggisti britannici hanno un’attenzione particolare nell’utilizzare anche piante dalla belle veste invernale, per il fogliame sempreverde, il colore della corteccia, la fioritura precoce, la presenza di spine o gemme vistose, il portamento, come dimostrano, tanto per fare due esempi eccellenti, i Royal Botanical Gardens di Kew, a sud di Londra, e il Wisley Garden, nel Surrey.

Tuttavia, anche l’Italia offre numerose mete che non solo è possibile, ma anzi è raccomandabile, visitare durante l’inverno, sia per il piacere in sé, sia perché c’è sempre qualcosa da imparare. Oltre ai parchi e giardini pubblici, per loro natura sempre aperti, tenete in considerazione gli orti botanici, sia per sorprese che sempre regalano le piante all’aperto, sia per quelle tropicali, mediterranee e desertiche custodite nelle serre, in genere presenti; tuttavia controllate gli orari, in questa stagione sono in genere molto ridotti. I grandi giardini e parchi storici, privati o appartenenti a enti e fondazioni, invece, per lo più chiudono al pubblico da ottobre-novembre a marzo-aprile, ma vi sono alcune felici eccezioni, sia fra quelli all’italiana, che, basati sull’ars topiaria, l’antica arte di plasmare le piante, sono caratterizzati da siepi, nodi, arabeschi, forme geometriche perlopiù sempreverdi, sia quelli informali e naturalistici, che a loro volta possono rivelarsi incantevoli e ricchi di spunti anche in questo periodo. Eccovi una piccola scelta, ma potete trovarne altri ancora spulciando nel sito www.italianbotanicalheritage.com, dedicato al patrimonio botanico italiano. Intanto, occupiamoci del Nord.

 

Fra i luoghi particolarmente suggestivi in inverno, ancor più se nevica, vi sono, in Trentino Alto Adige, Arte Sella, manifestazione di landart, e, in Piemonte, l’Oasi Zegna, imponente opera paesaggistica e sociale iniziata dall’industriale Ermenegildo Zegna negli anni Trenta, in seguito arricchita da Pietro Porcinai e poi da Paolo Pejrone, e il Parco della Burcina (nome completo, Riserva Naturale del Parco della Burcina Felice Pazienza), a Biella, un’area boschiva ricca di suggestioni.
Rimanendo in Piemonte, a Torino, meritano una passeggiata il Parco del Valentino, il primo grande parco pubblico cittadino, lungo le rive del Po; la Reggia di Venaria Reale, grandioso complesso architettonico e paesaggistico alle porte della città, con 80mila metri quadri di edificio monumentale in stile barocco, sede di mostre, spettacoli e concerti, e 60mila di giardini e frutteto; il parco del Castello di Masino, vicino a Cavarino (Ivrea), per ammirarne il grande labirinto di origine settecentesca, formato da siepi di carpino, oltre a potrene visitare il parco e l’antica dimora. Va invece per forza visto proprio in inverno il delizioso Giardino degli Hamamelis, un vero e proprio winter garden dal sapore inglese, creato a Borgomanero dal dottor Cammarano, grande appassionato e conoscitore di piante: suddiviso in stanze, ospita collezioni di amamelidi, Cornus sibirica e aucuba, un arboreto di alberi dalle belle cortecce, come betulle, Prunus e aceri, bucaneve e altre piante in fiore in gancio-febbraio.

Scendiamo in Liguria, dove i Giardini Botanici Hanbury, sul promontorio della Mortola, Ventimiglia, a pochi chilometri dal confine francese, meritano una visita invernale: realizzati a partire dal 1867 dal viaggiatore inglese Sir Thomas Hanbury, appassionato botanico, uniscono una sconfinata ricchezza di piante e flore esotiche, a un grande pregio architettonico e paesaggistico. Nelle vicinanze, a Boccanegra, il meraviglioso giardino di Villa Piacenza (ma andateci solo previo appuntamento): è anch’esso ricchissimo di piante esotiche, la maggior parte delle quali fiorisce in inverno, la stagione in cui, nell’Ottocento-primi Novecento, la Riviera ligure era più frequentata da Inglesi e altri stranieri, autori di tanti bei giardini; oggi è curato da Guido Piacenza e Ursula Salghetti Drioli, entrambi botanici eccellenti, che molto hanno fatto per renderlo ancora più bello.

Spostiamoci in Lombardia, dove vi attendono due gioielli storici: Villa Borromeo Visconti Litta, a Lainate, alle porte di Milano, di origine cinquecentesca, traboccante giochi d’acqua, ninfei e fontane e un giardino che comprende un “teatro di verzura” con tassi potati a piramide tronca, una lunga “carpinata“, galleria formata da una copia siepi di carpini allevati a u, e un parco paesaggistico all’inglese; e la seicentesca Villa Litta Panza, a Biumo Superiore, oggi un quartiere di Varese: nota per la sua importante collezione d’arte contemporanea, raccolta da Giuseppe Pansa di Biumo, che di per sé merita la visita, è circondata da un meraviglioso giardino all’italiana. Se vi fermate a Milano, fate una capatina, al piccolo, ma delizioso Orto botanico di Brera, voluto da Maria Teresa d’Austria, nel Settecento, come pure al nuovo Orto Botanico Sperimentale Cascina Rosa, in Città Studi; fra i giardini pubblici, vi raccomando il Parco Sempione, che presenta diverse fioriture invernali, fra cui amamelidi, calicanti e viburni (Viburnum x bodnantense) e molti grandi alberi meravigliosi; i piccoli Giardini Perego, in via dei Giardini, oggi curati e arricchiti con nuovi impianti dall’associazione Orticola di Lombardia; i Giardini di Villa Reale, in via Palestro (dove si può entrare solo con bambini al seguito), di fianco alla Galleria d’Arte Contemporanea (GAM) e i Giardini Montanelli, a loro di fronte; i Giardini della Guastalla, in via Francesco Sforza, dalla grande peschiera settecentesca. In periferia, andate a godervi Boscoincittà, in via Novara, una meraviglia naturalistica realizzato a partire dal 1974 da Italia Nostra con la partecipazione dei cittadini, e Parco Nord, 632 ettari fra i comuni di Milano, Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo, Novate Milanese e Sesto San Giovanni, di cui 430 realmente fruibili di verde, organizzati in zone boschive, radure, filari, macchie arbustive, siepi e piccoli specchi d’acqua e prati, impiantati a partire dal 1983.
Proseguendo verso il Veneto, sulla riva bresciana del Lago di Garda, a Gardone riviera, trovate il Vittoriale degli Italiani: un complesso monumentale comprendente edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, acqua e giardini, fatto costruire da Gabriele d’Annunzio, che disse la sua anche sugli aspetti paesaggistici del parco e sulle piante da inserirvi, tra il 1921 e il 1938, con l’aiuto dell’architetto Giancarlo Maroni, a memoria della “vita inimitabile” del poeta-soldato e delle imprese degli Italiani durante la Prima Guerra Mondiale. Visitarlo d’inverno è una buona idea, perché troverete sicuramente meno visitatori del solito.

Ricchissimo di giardini il Veneto: fra quelli visitabili in inverno vi ricordo l’Orto Botanico di Padova, inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO: fondato nel 1545, è il più antico orto botanico universitario del mondo ancora esistente nel luogo di origine, al quale dobbiamo l’introduzione in Italia di molte specie esotiche, come le patate, il sesamo, i lillà, alcune magnolie, ma ha saputo in tempi recenti rinnovarsi in tempi recenti, con la realizzazione del Giardino delle Biodiversità, un’enorme serra in vetro e acciaio che raccoglie 1300 specie tipiche della foresta pluviale tropicale, foresta tropicale sub-umida e savana, del clima temperato e mediterraneo, del clima arido, della tundra artica, tundra alpina e Antartide per cinque differenti ambienti, con specie rarissime. Non lontano, a Galzignano Terme, andate a visitare il Giardino Monumentale di Valsanzibio, stupendo esempio sempio di giardino simbolico barocco seicentesco, che comprende architetture, ruscelli, cascate, fontane, laghetti, giochi d’acqua e peschiere, arbusti ed alberi provenienti da tutto il mondo, con esemplari pluricentenari, e un labirinto in bosso con un percorso di 1500 metri, uno dei più estesi dell’epoca tuttora esistenti. Dallo scorso anno, tra l’altro, i cani sono ammessi a Valsanzibio: quelli di piccola taglia possono seguire i proprietari, mentre quelli medi e di grande taglia vanno lasciati con dog sitter esperti in un’apposita area che comprende una a grande piscina con trampolino dove tuffarsi e giocare in libertà. A Verona, la città di Romeo e Giulietta, non perdete il Giardino di Villa Giusti, splendido esempio di giardino all’italiana cinquecentesco, giunto a noi pressoché intatto: comprende una parte pianeggiante, dove si trovano elaborati parterre abbelli da statue antiche, e da un prezioso labirinto di bosso, e una parte che si inerpica sulla collina, con boschetti, grotte e manufatti vari.

Fermiamoci qui, per ora…a breve la seconda parte sui giardini aperti in inverno nell’Italia centro-meridionale.

2 Commenti

  • Emmanuelle
    4 Febbraio 2020 17:20

    Un beau voyage virtuel à défaut de ne pouvoir y aller .
    Merci à vous .
    Emmanuelle

    • Margherita Lombardi
      11 Febbraio 2020 17:54

      sei sempre gentile ma cara! margherita

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