La bellezza dell’agnocasto

Dell’agnocasto (Vitex agnus-castus) sono invaghita da quando l’ho scoperto, ormai diversi anni fa. Del resto come non amarlo: grande arbusto o, nel tempo, piccolo albero, deciduo, spontaneo nelle regioni mediterannee fino all’Asia, hnelle zone molto umide come i letti dei torrenti e le sponde dei fiumi, negli ultimi anni ne è stata scoperta la forte presenza ornamentale. Appartenente alla famiglia delle Verbenacee (ma delle Lamiaceae secondo la classificazione APG III), regala infatti una magnifica fioritura blu-viola intenso, con snelle infiorescenze a spiga, profumate di miele, dall’estate all’autunno. Ha foglie allungate, grigio argento sulla pagina inferiore. raggiunge, lentamente, i 4-5 metri di altezza e larghezza. Molto rustico (temperatura minima invernae -20°C), robusto e frugale, tollera lunghe estati calde e siccitose, in qualsiasi terreno purché ben drenato e al sole. L’ho sempre associato, dunque, ai giardini mediterranei, ma invece ho da ultimo scoperto che è perfetto, oggi come oggi, anche per le regioni settrionali e in particolare nel verde urbano. Infatti, al Parco Sempione di Milano, ne cresce, dopo l’ottimo restauro terminato nel 2003, una siepe meravigliosa, come potete vedere dalle foto che ho scattato oggi. Ma è utilzzato anche lungo vie di grandi traffico, come Viale Elvezia e lungo le arterie di entrate e uscita della citta, misto a ibsichi (Hibiscus syracus) a fiore viola e bainchi. Entambi arbusti affidabili, sul quale contare, in cambio di pochissime attenzioni, e in più bellissimi e a lungo in fiore.

Da sapere: i suoi frutti e  semi sono utilizzati per preparati e integratori a scopo medicinale, in particolare per alleviare i dolori premestruali.

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