Rosa ‘Hansa’ e i giardini norvegesi

Anni fa avevo una vera passione per le Rose Rugose e in realtà mi piacciono ancora molto, con quel bel fogliame verde brillante, che sembra creato da un artista di origami, le corolle robuste e, nelle varietà fertili, quei cinorrodi grassocci e lucidi come pomodorini. Sono, inoltre, rose robuste, adatte in particolare ai climi freddi come pure ai terreni sabbiosi. Questa estate ne ho avuto una riconferma: in Engadina, ho visto molti cespugli della specie R. rugosa, dai grandi fiori semplici rosa scuro, ma soprattutto in Norvegia ho incontrato innumerevoli R. rugosa ‘Hansa’ una meravigliosa cultivar le cui corolle doppie, di un rosa violetto vibrante di luce, ben s’accordano con i cieli azzurri, attraversata da pccole nuvole bianche, di quel Paese tanto a Nord.

Rosa ‘Hansa’, coltivata in genere in siepi di confine, è davvero bella e intensamente profumata, anche dopo una pioggia improvvisa: il suo profumo è davvero inebriante. Ibrido di rugosa, creato da Schaun e Van Tol in Olanda nel 1905, forma  un cespuglio vigoroso che raggiunge i 2 metri in altezza e 1,50 metri di larghezza. Rusticissimo e rifiorente, ha foglie eleganti, lucenti, finemente seghettate, che da verde chiaro diventano giallo-arancio in autunno, boccioli allungati, corolle larghe 10 centimetri, doppi, rosa intenso, segutii da grandi cinorrodi rotondi, rosso vermiglio, dai quali si ricava una buona marmellata.

La potete trovare in tutti i vivai specializzati in rose, e non solo: per esempio da I Giardini e le Fronde, che seleziona piante particolari, e da Maurizio Feletig, specializzato in rose e piante da bacca. Ovviamente, è l’ideale per i giardini di montagna!

In effetti, R. rugosa ‘Hansa’ è una delle poche rose, e anzi uno dei pochi arbusti da fiore coltivati nei giardini norvegesi, molto piccoli e semplici, in verità. Come mi ha segnalato l’amico Giulio Baistrocchi, gran giardiniere ed esperto di rose, un po’ in tutta la Scandinavia si coltivano soprattutto ‘Hansa’, la rossa doppia ‘Flammentaz’, poche rose antiche tra cui la candida Rosa ‘Alba Maxima’ e alcune botaniche, come Rosa spinosissima e Rosa glauca, e poco altro.

I giardini norvegesi. Sono piccoli, fatti di poche piante diposte un po’ a caso, anche in virtù del clima difficile e del fatto che cittadini, villaggi e case isolate sono immersi nella natura. Le piante sono quelle tipiche dei giardini di montagna: alle rose, si aggiungono betulle e sorbi, potentille a fiore giallo e bianco, qualche caprifoglio, filadelfi, lillà e spiree e, fra le erbacee, peonie (soprattutto l’opulenta ‘Sarah Bernhardt’), gigli, campanule, felci, lupini, distese di Epilobium angustifolium e macchie di Lysimachia punctata, dalle lunghe spighe di fiori campanulati giallo acceso, a piene mani, in un mishmash di colori forse un po’ infantile, ma che tuttavia in quei luoghi, davanti a quelle casette di legno colorate, ha un suo perchè.

 

 

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