Peschi da fiore

Oggi meno conosciuti dei meli, dei peri e dei ciliegi da fiore, i peschi ornamentali sono altrettanto incantevoli, anche se le loro dimensioni più contenute e la loro maggiore sensibilità a malattie e parassiti, ne limita l’utilizzo ai giardini e terrazzi priviati. Piccoli alberi cespugliosi o grandi arbusti, fioriscono ai primi di aprile, sui rami dalla corteccia bruno rossiccia ancora spogli, con corolle semi-doppie o doppie, simili a roselline, nei toni del bianco e del rosa.

Fra le cultivar storiche più belle vi sono, a parer mio, Prunus persica ‘Alboplena’, risalente al 1850, a fiore bianco doppio; la sua forma piangente ‘Alboplena Pendula’; e ‘Iceberg’, del 1950, dalla ricchissima fioritura semidoppia e bianca. Tra le più recenti, Prunus persica ‘Theodora Pink’ e ‘Theodora Red’, a fiore stradoppio, rispettivamente rosa e rosa cremisi. Le trovate per esempio da Agricola Home&Garden, a Varese, a breve acquistabili anche on-line.

Origine del pesco. Prunus persica è originario della Cina, dove era considerato simbolo d’immortalità. Da qui arrivò in Persia e da qui a Roma nel I secolo d.C., diffondendosi poi in tutto il bacino mediterraneo, grazie ad Alessandro Magno.

Coltivazione. Come la specie e le cultivar da frutto, anche le ornamentali sono molto rustiche  (-18/-23°C) e richiedono un terreno ricco di sostanza orgnaica e ben drenato, al sole, e al riparo dai venti forti.

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