Il Roseto di Murta

Sulle colline della Val Polcevera, incastonata tra le colline ai piedi del Monte Figogna nell’entroterra genovese, ci aspetta un giardino di rose molto particolare: il Roseto di Murta. E lo è per tanti motivi: innanzitutto, è stato creato all’interno un piccolo cimitero monumentale protetto da mura, risalente al 1835 e abbandonato dagli anni ’90. Nel 2018 l’Associazione Quellicheatrastacistannobene ne ha deciso il recupero e la sua trasformazione in un giardino di rose. Così, dopo averlo ripulito da rovi e sterpaglie, i volontari del comitato hanno messo a dimora, fra statue, antiche croci e tanti elementi architettonici d’epoca liberty, una collezione di antiche Rose Cinesi, Rose Té e varietà delle altre famiglie di rose a queste collegate come le fascinose Noisette: splendide singore create perlopiù fra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento. Alla loro scelta hanno contributo tre noti rodologhi, Rita Oliva, Nicoletta Campanella, che purtroppo ha chiuso il suo bel vivaio, ma prosegue con la sua attività editoriale, Nicla Edizioni, e Sergio Scudo, del vivaio S’orrosa.

Alcune delle rose hanno un’origine speciale: «Conoscevo un medico di Medici Senza Frontiere, Giuseppe Maria Rissone, appassionato di rose e proprietario di un roseto bellissimo. Purtroppo è mancato la scorsa estate, ma il nipote mi ha donato una ventina di rose della sua collezione per il roseto. È stato molto emozionante, perché è arrivato a me del tutto per caso», mi racconta Sabrina Masnata, tra i volontari che hanno dato vita a questo suggestivo giardino.

Rosa gigantea ‘Ljang’
Rosa gigantea ‘Ljang’

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabrina insegna alle scuole medie: conosciuta tramite FB, un paio di anni fa mi ha chiesto di accompagnarla con la sua classe di scalmanati ragazzini in visita a Milano a vedere il Bosco Verticale (un’esperienza molto divertente, adoro quell’età di mezzo fra l’infanzia e l’adoloscenza, quando la mente è molto sveglia ma c’é ancora tutta la tenerezza del bambino) e da allora siamo rimaste in contatto: «L’obiettivo del roseto è di far diventare i paesi di Trasta e Murta una meta turistica per appassionati e regalare alla Val Polcevera un angolo di bellezza, curato da una comunità attenta alla conservazione del patrimonio, della sua storia e della sua identità. L’associazione Quellicheatrastacistannobene infatti è nata, un po’ per caso, nell’ottobre del 2012,  tra vicini di casa, proprio per cercare di fare qualcosa di concreto per promuovere il nostro territorio. Trasta è infatti un luogo molto bello, uno degli ultimi spazi di verde rimasti in una Valpolcevera sempre più cementificata, dove i bambini possono giocare lungo la strada e si possono fare tante belle passeggiate nei boschi, lungo le mulattiere, fra tanti ricordi del passato. Purtroppo il degrado, la poca educazione, l’incuria e i cantieri del Terzo Valico hanno reso la nostra campagna un posto inospitale. Abbiamo quindi deciso di rimboccarci le maniche per far rinascere il nostro territorio», spiega Sabrina. Tra le iniziative portate a termine, oltre alla creazione del Roseto di Murta, una mostra sulla Resistenza (Trasta ha avuto un ruolo fondamentale in quei mesi); in programma, la pulizia del Rio Trasta e dei suoi tributari, la pulizia delle creuze, altre mostre fotografiche e storiche e altro ancora.

Per finanziare il progetto del Roseto, l’associazione organizza eventi a base di té, essendoci fra questa bevanda e le rose cinesi un antico legame aromatico, e ha da poco pubblicato il libro L’ora del tè in Liguria, edito da Sagep, i cui proventi servono per il mantenimento del giardino.

Il Roseto di Murta è visitabile su prenotazione, e da fine aprile a giugno si organizzano visite guidate. Che dite, ci andiamo?

Per informazioni: cell. 338 3211391 e pagina IG/FB Roseto_di_Murta. Le belle foto pubblicate sono di Sabrina Masnata.

Rosa ‘Nabonnand (Tè), ‘Hume’s Blush’, ‘Scentend China’, ‘Général Schablikine’

2 Commenti

  • Mariapia Cunico
    5 Maggio 2020 22:25

    Mi piacerebbe poterl9 visitare..prima o poi..

    • Margherita Lombardi
      11 Maggio 2020 15:51

      anche a me! margherita

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