Le tenere peonie di Silvia

Paeonia officinalis e ape legnaiola

Ecco a voi un altro meraviglioso acquarello di Silvia Molinari: “Paeonia officinalis e ape legnaiola”, dipinto su carta intelaiata di 30×30 centimetri. Osservate la delicatezza delle pennellate con le quali Silvia ha raffigurato questa peonia selvatica, erbacea rizomatosa, diffusa in Italia allo stato spontanea in Europa, Caucaso e, in Italia, nelle regioni centosettentrionali (in particoalre in Liguria e in Sardegna), dai 200 ai 1600 metri di altitudine, fiorendo in maggio-giugno. Non risulta protetta, ma ovviamente, dovreste avere la fortuna di incontrarla, vi limiterete a fotografarla!

E l’ape legnaiola? È quell’insetto dalla livrea nero-viola cangiante che Silvia ha ritratto mentre si sta dirigendo goloso verso il cuore invitante della peonia. Appartenente alla famiglia delle Apidae, si chiama Xylocopa violacea ed è diffusa nell’Europa centro-meridionale. Impropriamente chiamata da alcuni “calabrone”, l’ape legnaiola deve il proprio soprannome al fatto di scavarsi il nido nel legno morto.

È grossa, scura e rumorosa, ma in realtà piuttosto innocua, perché è un insetto solitario e sceglie sempre di fuggire se si trova in pericolo. Il pungiglione, non essendo uncinato, viene estratto dall’ape, una volta conficcato, senza quindi mettere a repentaglio la sua vita. Grazie alla pelliccia fitta che la ricopre, l’ape legnaiola è uno dei primi insetti  a comparire, a fine inverno, quando fa ancora freddo.

Qui sotto, un altro dolcissimo dipinto di Silvia dedicato alle peonie, suddiviso in tre immagini per poterne osservare meglio i dettagli. Si tratta di nuovo di una peonia erbacea, ma di una cultivar a fiore stradoppio rosa tenero. È Paeonia lactiflora ‘Sarah Bernhardt’, una delle varietà più antiche e amate ancora oggi. Venne introdotta sul mercato nel 1906 dall’ibridatore francese Monsieur Lemoine, che le diede il nome di Sarah Bernhardt, attrice francese all’epoca la più famosa del mondo.

La specie, Paeonia lactiflora, proviene dall’Asia centrale e orientali, dal Tibet orientale alla Cina settentrionale alla Siberia orientale.

La sua bella cultivar, profumata e adatta come reciso, fiorisce in maggio-giugno, raggiunge i 80-90 centimetri di altezza e ama il terreno fertile, fresco, calcareo, ben drenato, al sole o mezz’ombra.

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